Lettera aperta di Pier Raffaele Spena, presidente FAIS

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Bandi di gara regionali impediranno la libera scelta del presidio.

Cari Amici e Amiche Infermieri,

ci rivolgiamo a voi perché siete parte in causa di un grave attacco che molte Regioni italiane stanno mettendo in atto pubblicando bandi di gara per acquisto di prodotti per stomia e incontinenza. Nonostante siamo intervenuti con le nostre associazioni in varie parti d’Italia per impedire l’iter burocratico, i risultati sono ancora lontani dalle nostre aspettative. Non è un nostro capriccio. Nel caso dei prodotti per stomia, per esempio, ci muoviamo in forza del DPCM 12 gennaio 2017(LEA) che all’allegato 11, art.1, comma 4 dove è palese la volontà del legislatore di voler escludere gli ausili per stomia dalle procedure di gara.
Non è un nostro capriccio, ad essere minato non è solo il principio della libera scelta del presidio da parte del paziente, ma anche la professionalità dell’infermiere che per noi è più di un semplice operatore sanitario, spesso condivide e comprende le nostre paure, le debolezze e supporta umanamente noi e chi ci sta vicino.

Le gare o accordi quadro in essere potrebbero, infatti, limitare l’accesso a molti prodotti, questo vuol dire che la vostra competenza sarebbe altrettanto limitata, perché dovrete scegliere non il presidio più adatto per la persona, ma quello che “passa” l’azienda sanitaria e che si spera possa andar bene.
Nell’incontinenza forse la situazione è ancora più seria. La tendenza ad istruire bandi di gara con unico vincitore, con la sola logica del prezzo più basso, che influisce ovviamente anche sulla qualità del prodotto, non può farci dormire sonni tranquilli.

Come associazione che rappresenta le persone incontinenti e stomizzate non possiamo avallare le scelte di molti decisori, perché andrebbe perduta la nostra missione e la fiducia che migliaia di persone pongono in noi perché siano garantiti i diritti fondamentali. “Il paziente al centro” e “Umanizzazione delle cure” diventano in questo modo solo degli slogan vuoti, eppure ne sono pieni i documenti che spesso riceviamo in risposta alle nostre rimostranze.

Riteniamo di essere solo all’inizio di un processo che oggi interessa alcune Regioni, ma che rischia di attivare un’azione a catena che poi sarà più difficile fermare.
Vi chiediamo pertanto di esserci vicini, anche solo manifestando il vostro disappunto verso i decisori della vostra Regione che intendono attivare bandi di gara. Sarebbe un’azione efficace e concreta a tutela di chi assistete con tanta professionalità e passione.

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